Coltivazione della Protea

Requisiti per coltivare le protee

Guida alla Protea

Coltivare la Protea

La maggior parte delle specie delle Proteaceae, sia in Sud Africa che in Australia, si sono adattate ad ambienti relativamente aridi e poveri di sostanze nutritive. In alcuni terreni il ph può essere basso fino a 3, estremamente acido, dove i nutrienti per le piante sono difficili da trovare. Per far fronte a queste difficoltà, le piante in questione si sono evolute ed hanno sviluppato un “apparato radicale di proteoidi”, che è risultato essere la chiave di successo per la coltivazione della Protea. L'apparato radicale è composto da proteoidi, ciuffi sottili di cera bianca che si estendono all'esterno dalle radici principali. Essi sono più attivi durante la primavera e l'autunno, i mesi in cui sono in fase di crescita, e spesso si trovano vicino alla superficie del suolo. Queste radici sono specializzate per estrarre nutrizione da terreni poveri e possono diventare un buon metodo di sopravvivenza della pianta, poiché, in condizioni climatiche non favorevoli, la mancanza di piccole radici proteoidi porta la pianta a non ottenere abbastanza acqua e di conseguenza alla fine della sua crescita. Analogamente, l'eccesso di acqua può impedire l'aerazione del terreno intorno alla zona della radice (il tipico ristagno) e porta alla distruzione della pianta. Tuttavia, la maggior parte delle Protee in realtà vive anche con grandi quantità di acqua, a condizione che il terreno sia ben drenato.

Requisiti per la coltivazione

Le Protee prosperano in vari tipi di suolo e di drenaggio, in pietra, in ghiaia, in un terreno sabbioso, sempre ad un'unica condizione : che siano drenanti. Possono crescere e svilupparsi anche lungo il letto dei fiumi, purchè si sovrapponga la ghiaia. Alcune specie sono più tolleranti a condizioni di scarso drenaggio, l'importante è che siano costantemente bagnate.

"The Protea Book" di Lewis J. Matthews

  • PH

    Questa è l'unità di misura per l'acidità o alcalinità del suolo e dell'acqua. Una lettura base su questa scala è pH7, cifre inferiori rispetto a questo dato indicano l'aumento di acidità e cifre più elevate indicano l'aumento di alcalinità. In sintesi, possiamo affermare che la maggior parte delle Protee prediligono terreni acidi del pH 3,5-6,5. Alcune specie di Protea, come ad esempio le Protee Cynaroide, crescono naturalmente in terreni di pH 3.5, ossia tra le condizioni più acide che ogni pianta può tollerare.

  • ACQUA

    C'è la diffusa convinzione che, poiché le Protee provengono da un clima secco, non prediligono l'acqua e dovrebbero essere mantenute all'asciutto. Si tratta di un grande errore, perché esiste una differenza fondamentale tra il “secco” e il “bene drenato”. Queste piante apprezzano l'acqua, come qualsiasi altra pianta, più è drenanate il terreno, più è necessario che venga irrigato (i terreni più pesanti trattengono l'umidità più a lungo, pertanto richiedono meno acqua in periodi di siccità). Le piante giovani richiedono più acqua nella loro prima estate di fioritura. Alcune Protee, in particolare quelle che provengono da habitat relativamente aridi, tollerano vasti periodi di siccità, solo dopo, però, essersi ben stabilite in giardino o in vaso, ma anche in questo caso la pianta produrrà più fiori ed avrà una crescita più rigogliosa solo se innaffiata bene. E' consigliata l'irrigazione nei giorni più freddi o durante la sera, quando c'è meno evaporazione e le piante possono ottenere il massimo beneficio

  • ESIGENZE NUTRIZIONALI

    La maggior parte dei membri delle Proteaceae crescono in terreni che sono a basso contenuto di nutrienti, di conseguenza sono suscettibili ai fertilizzanti, in particolare a quelli con elevato contenuto di fosfati. Laddove le Protee si trovano in terreni molto poveri o in via di coltivazione, un basso contenuto di fosfato, a rilascio lento, può addirittura diventare vantaggioso per la crescita della pianta in questione. Istruzioni in materia di tali quantità da rilascio devono essere attentamente seguite, dovrebbero essere applicate durante i principali periodi di crescita, in primavera e in autunno. In alcuni casi, invece, può essere utile l'azoto impiegato sotto forma di ammonio solfato o urea, applicato tre volte l'anno, dall'inizio della primavera, con un intervallo di due mesi. In una situazione normale, quale in giardino, tuttavia, questo procedimento non è solitamente necessario.

  • POSIZIONE DELLE PIANTE

    La maggior parte delle Protee diventano piante più sane e producono più fiori se sono cresciute in una posizione soleggiata. Ci sono, ovviamente, anche delle eccezioni, e alcune specie che in natura crescono su pendii esposti a sud (Emisfero Sud) prosperano anche in posizioni in cui ricevono sole solo per una parte della giornata durante l'estate e per ancor meno tempo durante l'inverno. La maggior parte delle specie non predilige il “sovraffollamento”, è auspicabile una buona circolazione dell'aria ; dove questa manca, i cespugli tendono a diventare esili e inclini a infezioni da malattie fungine. E' auspicabile posizionare le piante su parti di terreno in rilievo o su pendii soleggiati. Da evitare qualsiasi tipo di cavità, così come l'acqua e l'aria fredda si accumulano lì, anche il gelo è più probabile che vi si trovi.

  • PREPARAZIONE DEL SITO D'IMPIANTO

    Assicurarsi sin da subito che il sito in cui andremo a piantare la Protea sia libero il più possibile da erbacce persistenti. Profondamente radicate, queste ultime andranno a coprire le radici in modo da non far trapassare le sostanze nutritive fondamentali per le Protee, creando così un ambiente angusto, umido e malsano. Le Protee si possono piantare in qualsiasi momento dell'anno, tuttavia, piantandole nel corso dell'estate, sarà necessaria un'irrigazione supplementare per garantirne la sopravvivenza. Ci sono due periodi indicati come i preferibili per la semina, dettati più che altro dal clima : nelle regioni più fredde, è meglio piantarle in primavera, quando le gelate più pesanti sono finite, ciò conferisce alle piante la possibilità di stabilirsi e acclimatarsi e, soprattutto, di arrivare a una dimensione di crescita ragionevole prima dell'inizio dell'inverno. ln regioni più miti, invece, il tempo ottimale è indubbiamente l'autunno e l'inverno, in questo modo le piante espandono le loro radici e si estendono nel terreno circostante prima che arrivi la siccità dell'estate. Piantarle in questo periodo significa ovviamente meno irrigazione. In ogni caso il miglior periodo resta l'inverno.

  • CONTROLLO DELLE ERBE INFESTANTI

    In terreni più pesanti è sicuramente d'obbligo usare sistematicamente erbicidi e applicarli con cura. Un uso prolungato, però, può far sì che si accumulino i residui nel terreno, causando così danni alla pianta. E' indicato usare la pellicola in PVC che permette il passaggio dell'acqua e dell'aria e provvede alla soppressione delle erbacce. I bordi di tale tessuto dovrebbero essere ben immobilizzati in terra, in modo da evitare che il soffio del vento lo porti via ; è consigliato coprirli da trucioli grossolani di corteccia, gradevoli da vedere esteticamente e che aiutano il tessuto a restare ben piantato in terra. Evitare la pacciamatura di segatura, cortecce tritato, foglie di quercia e oggetti simili perché, come marciscono, traggono l'azoto dal terreno e possono ospitare malattie fungine. L'ideale sarebbe creare una pacciamatura naturale con materiale triturato, utilizzando vecchi rami di Protea.